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Manifesto - Pierpaolo La Spina

Credo che ogni militare meriti più consapevolezza, più controllo e più libertà. Perché servire il Paese non significa rinunciare ai propri sogni, né vivere nell’incertezza. La disciplina che applichiamo ogni giorno in uniforme può diventare la stessa disciplina che ci permette di costruire una vita finanziaria stabile, serena e libera. Per questo condivido strumenti, idee, strumenti pratici e riflessioni reali: non teorie, ma esperienze vissute. Un passo alla volta. Con sincerità, con rispetto, con il coraggio di guardare la verità in faccia e migliorare ogni giorno. Questo è il mio percorso. E, se vuoi, può diventare anche il tuo. Ogni missione ha un punto di partenza. La tua inizia da qui . Educazione finanziaria e crescita personale per militari.

Le implicazioni fiscali delle criptovalute in Italia

 Non conoscere le regole non ti protegge. Ti espone. E quando parliamo di fisco e criptovalute, l’ignoranza può costare caro.

Se operi nel mondo delle criptovalute e vivi in Italia, c’è una verità che devi affrontare subito: le operazioni in crypto sono soggette a tassazione. Non importa se usi wallet decentralizzati, se hai comprato su exchange esteri o se non hai mai convertito in euro. Il Fisco italiano ti vede. E, prima o poi, ti raggiunge.

Ma partiamo dalle basi.

Dal punto di vista fiscale, le criptovalute non sono considerate valute estere, ma beni assimilabili a valute estere, e per questo rientrano nella categoria autonoma delle “cripto-attività”, regolata dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies del TUIR. Questo significa che le operazioni che generano plusvalenze o minusvalenze – ad esempio la vendita di criptovalute contro euro o altra moneta fiat – possono essere tassate in determinate condizioni. A partire dal 2023, e confermato per il 2025, l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività è fissata al 26%, ma si applica solo quando il guadagno complessivo annuo supera i 2.000 euro.

Non tutte le operazioni, però, sono fiscalmente rilevanti: lo scambio tra una criptovaluta e un’altra (ad esempio Bitcoin contro Ethereum) non genera un evento tassabile, perché non c’è conversione in valuta avente corso legale. Diverso il discorso per gli scambi cripto con stablecoin (come BTC–USDT o BTC–USDC), che invece sono considerati fiscalmente rilevanti in quanto rappresentano un passaggio verso un asset ancorato a valuta fiat. Al contrario, qualsiasi passaggio da crypto a euro, dollari o altra valuta fiat, o l’utilizzo diretto delle crypto per acquistare beni o servizi, costituisce un evento imponibile.

E poi c’è il monitoraggio fiscale: tutte le cripto-attività detenute su exchange esteri o wallet non custodial vanno dichiarate nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal fatto che producano o meno reddito. Ignorare questo obbligo significa esporsi a sanzioni pesanti.

La buona notizia? Con le nuove regole è possibile regolarizzare le proprie cripto-attività del passato, anche se non dichiarate, versando un’imposta sostitutiva ridotta. Ma attenzione: il tempo per farlo non sarà infinito. Meglio muoversi prima che sia l’Agenzia delle Entrate a bussare alla porta.

C’è poi il nodo dei metodi di calcolo: per determinare le plusvalenze si applica il LIFO (Last In First Out), a meno che tu non tenga un registro dettagliato con date e costi di ogni operazione. Ed è qui che molti sbagliano: senza una tracciatura precisa rischi di pagare più tasse del dovuto… o, peggio, di fare errori che ti mettono nei guai.

E qui arriva il consiglio più importante: comportati come un investitore serio. Tieni un registro ordinato delle operazioni, calcola la giacenza media, conserva ricevute ed estratti, scarica report dagli exchange e, quando serve, affidati a un professionista. Perché, nel mondo fiscale, un errore non è solo un fastidio: può costarti molto caro.

Le criptovalute offrono grandi opportunità, ma solo se affrontate con competenza e consapevolezza. Ignorare le regole fiscali non è un atto di ribellione, è un boomerang. Perché la vera libertà finanziaria nasce anche dal rispetto delle leggi.

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